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JavaScript Base – 3.5 – Variabili numeriche

In questa lezione vi parlo di come JavaScript può memorizzare valori numerici all’interno delle variabili, considerando la presenza di cifre dopo la virgola.

Numeri interi e numeri decimali

Quando creiamo una variabile contenente un numero, es:

var n = 10;

JavaScript memorizza tale valore come numero a 64bit in floating point, quindi si riserva comunque dello spazio per conservare eventuali cifre decimali.

Se però stampo un numero senza cifre decimali, come nel caso precedente, oppure con cifre decimali nulle, come nell’esempio di seguito:

var n = 10.0;

JavaScript mostrerà in fase di output soltanto la parte intera.

Ovviamente, la presenza di decimali o no riguarda anche il risultato di eventuali operazioni.

Se una variabile viene usata per memorizzare il risultato di una operazione aritmetica tra variabili che non hanno decimali, tale risultato potrebbe averle: pertanto queste saranno visibili nella stampa:

var a = 1;
var risultato = a / 2;

La variabile risultato conterrà quindi il valore 0.5

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JavaScript Base – 3.4 – Concatenare testo e variabili

In questa lezione vi spiego come concatenare il testo con le variabili.

Output

Abbiamo già detto nelle lezioni precedenti che per visualizzare del testo sulla pagina possiamo usare il metodo document.write():

document.write();

Tra le parentesi tonde andiamo ad inserire il valore da visualizzare:

document.write("Buongiorno");

Siccome è un testo, il valore è stato racchiuso tra doppi apici.

Quando invece andiamo a visualizzare un valore contenuto in una variabile, basta scrivere il nome della variabile senza doppi apici:

var nome = "Andrea";
document.write(nome);

Concatenazione

Ma che succede se volessimo stampare sia uno che l’altro?

Dobbiamo concatenare la variabile con la stringa, o viceversa, unendo i due elementi con l’operatore +:

var nome = "Andrea";
document.write("Buongiorno "+nome);

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JavaScript Base – 3.3 – Approfondimenti sulla dichiarazione di variabili

In questa lezione vi darò qualche informazione aggiuntiva sulla dichiarazione di variabili.

Nome della variabile

Assegnate alle variabili il nome che volete, purché non cominci con un numero, non sia una parola riservata dal linguaggio JavaScript o non contenga spazi.

Ovviamente il mio consiglio è quello di creare variabili con dei nomi sensati.

Ad esempio, se dovete monitorare delle temperature, potete scegliere 2 variabili con questo nome:

var t1;
var t2;

ma capirete anche voi che il nome è piuttosto confusionario, perché non trasmette affatto il tipo di valore che andrà a contenere.

E’ preferibile usare dei nomi che diano una indicazione sul campo di applicazione della variabile, ad esempio:

var temperaturaMassima;
var temperaturaMinima;

queste sono delle variabili senz’altro molto più esplicative rispetto a t1 e t2, tuttavia hanno un nome piuttosto lungo, che le rende poi scomode da usare.

A livelo di comodità, sarebbe preferibile a questo punto una soluzione del genere:

var tempMax;
var tempMin;

Notare che nelle parole composte è buona prassi usare la notazione “camel-case” (a cammello), ovvero con le iniziali maiuscole, per rendere più leggibile il nome.

La prima lettera della variabile, tuttavia, rimane sempre minuscola.

Case sensitive

Occhio che il linguaggio JavaScript è case-sensitive, cioè fa differenza tra maiuscole e minuscole!

Questo codice:

var numeromax;

è diverso da:

var numeroMax;

Dichiarazione multipla

Potete dichiarare diverse variabili usando una sola volta la parola chiave var, separando le variabili con una virgola.

Ad esempio questo codice:

var codice;
var nome = "Mario";
var cognome = "Rossi";
var anni = "30";

si può anche scrivere così:

var codice, nome = "Mario", cognome = "Rossi", anni = "30";

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JavaScript Base – 3.2 – Dichiarazione, assegnazione e lettura di variabili

In questa lezione vediamo come si usano le variabili in JavaScript, in particolare:
  • dichiarazione
  • assegnazione
  • lettura

Dichiarazione

Per poter usare una variabile, dobbiamo prima di tutto crearla: questa fase si chiama dichiarazione.
La dichiarazione avviene con la parola chiave “var” seguita dal nome della variabile:
var numero;
Per mezzo di questa procedura, alla variabile viene assegnato un nome, che rimarrà tale per tutto il programma.
Il punto e virgola alla fine indica il termine dell’istruzione.
Mentre in altri linguaggi di programmazione è necessario specificare anche il tipo di dati che dovranno immagazzinare le variabili, in JavaScript è sufficiente inserire solo il nome.

Assegnazione

Ora che la variabile esiste, possiamo riempirla con qualcosa: le informazioni da memorizzare.
Per assegnare un valore ad una variabile, usiamo il simbolo “=”, chiamato appunto “operatore di assegnazione”:
numero = 10;
In questo caso, abbiamo assegnato il valore numerico 10 alla variabile di nome “numero”.
Notare che non è più necessario usare la parola “var”, in quanto ormai la variabile numero esiste già:
var numero;
numero = 10;
Il codice che vi ho scritto qui sopra può essere abbreviato in:
var numero = 10;
In quest’ultimo caso ho assegnato il valore 10 alla variabile già in fase di dichiarazione: potete usare entrambe le procedure.
Una volta che avete inserito un valore nella variabile, potete poi modificarlo nel tempo ripetendo il processo di assegnazione:
var numero;
numero = 10;
numero = -34;
Nonostante il valore iniziale della variabile sia 10, il valore viene successivamente modificato con “-34”: questo numero rappresenta il suo valore finale.

Lettura

A cosa serve un valore memorizzato se poi non andiamo a leggerlo?
Ogni variabile può essere letta in un determinato modo, basta semplicemente scrivere il nome della variabile e JavaScript al suo posto intenderà il valore che essa contiene.
Per esempio, se per stampare un testo a video abbiamo visto che si usa:
document.write("messaggio da visualizzare");
Ora possiamo usare:
document.write( nomevariabile );
e JS visualizzerà non il nome della variabile ma il suo contenuto.

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JavaScript Base – 3.1 – Introduzione alle variabili

In questa lezione vi parlo delle variabili, spiegandovi cosa sono e perché si usano in JavaScript.

In tutti i linguaggi di programmazione, le variabili sono indispensabili per conservare le informazioni nel tempo.

Per noi umani è facile memorizzare un paio di indirizzi o numeri di telefono, ma non 100 o 1000 di questi: ecco perché ci vengono in aiuto i computer.

Spesso nel web è utile memorizzare temporaneamente delle informazioni (numeri, date, parole, punteggi, ecc): tali dati vengono memorizzati usando degli speciali contenitori detti variabili.

Ciascun contenitore (variabile) ha un nome, in modo da poterlo individuare tra altri, e permette di memorizzare un valore che può variare nel tempo (ecco perché si chiama “variabile”).

JavaScript memorizza i dati in modo temporaneo: di norma questi dati rimangono nella memoria del computer fin quando rimanete su una determinata pagina web, in modo da poterli usare durante la vostra permanenza nella pagina.

La variabile viene creata con un procedimento chiamato dichiarazione, a cui seguirà una fase detta di assegnazione, dove la variabile verrà riempita con un suo valore iniziale.

Da qui in poi, il valore contenuto nella variabile può essere letto o modificato a seconda del programma.

Nelle prossime lezioni vi spiegherò come creare, modificare e leggere le variabili usando il codice JavaScript.

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